I negoziati sulla crisi greca hanno mostrato chiaramente che
l’Europa non è l’Unione di Stati, Menti, Cuori e Persone che i nostri nonni
desideravano dopo due guerre, ma è semplicemente un club privè in cui i poveri
sono lasciati in povertà mentre i ricchi continuano a condurre le loro vite
nella più totale indifferenza.
Questo non è quello che desideriamo per l’Europa, questo non
è quello che vogliamo per l’Europa, questa non è l’Unione Europea in cui
vogliamo vivere.
Non vogliamo un’Europa in cui le vite delle persone siano
sacrificate per obbedire a qualche “legge economica”. Non vogliamo un’Europa in
cui ai popoli manchino cibo e riscaldamento. Non vogliamo un’Europa in perpetua
e drammatica crisi umanitaria mentre continua a definirsi “la terra della libertà,
dell’uguaglianza e della fraternità”.
Nel 2013, 122.6 milioni di persone, ovvero il 24.5% della
popolazione, nella UE erano a rischio di povertà o esclusione sociale (fonte: http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/6035076/3-04112014-BP-EN.pdf/62f94e70-e43a-471f-a466-2e84d1029860),
con le percentuali più alte in:
Bulgaria (48%)
Romania (40,4%)
Grecia (35,7%)
Lettonia (35,1%)
Ungheria (33,5%)
Come Europei, non possiamo permetterlo. Come Europei chiediamo un immediato CAMBIAMENTO
NELLE POLITICHE EUROPEE. Chiediamo un’Europa di giustizia e uguaglianza.
Chiediamo aiuti allo sviluppo per tutti i paesi europei, e non misure che
costringono popoli alla povertà portando instabilità nel nostro continente. Non
vogliamo che nessuno sia costretto a lasciare l’Unione per il reato di povertà.
Non vogliamo che nessuno muoia di fame solo perché gli sia garantito di restare
nell’Unione. Temiamo che continuando con queste politiche arriveremo soltanto
al disgregamento dell’Unione e alla fine di questo grande sogno che è la pace
in Europa.
Pensiamo che l’Europa possa cambiare_è per questo che
chiediamo il cambiamento.
Amiamo l’Europa e gli ideali che la sostengono. E crediamo
nell’Europa
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